La miopia e la sua gestione

Oggi sappiamo che la miopia non è semplicemente una situazione benigna in cui correggere il difetto visivo con occhiali o lenti a contatto.

Grazie a numerosi studi recenti, siamo consapevoli  di come  la miopia sia diventata una problematica sempre più diffusa e di come possa esporci a maggiori fattori di rischio per la salute dell’occhio stesso.

La prevalenza della miopia è generalmente aumentata a livello mondiale soprattutto nelle ultime due decadi. I paesi asiatici vivono il rating peggiore arrivando anche all’80% di miopi con punte del 96% in Corea (età 19 anni). In Europa si arriva a punte del 47% per età compresa tra i 25 e 29 anni rispetto al 20% di vent’anni fa.

La miopia può purtroppo rappresentare un fattore di rischio nello sviluppo di patologie oculari con percentuali di crescita esponenziali. Dunque maggiore è la miopia e tanto maggiore sarà la probabilità statistica di incorrere in patologie dell’occhio in età adulta (Blue Mountain Eye Study – Contact Lens Spectrum)

Ma cosa provoca la miopia?

La risposta è multifattoriale: genetica, condizioni ambientali e stile di vita sono coinvolte nel processo di evoluzione miopica.

Ci sono indizi predittori che ci possano far capire chi è più esposto al peggioramento della vista? Quanto la genetica può contare in tutto questo?

Le espressioni genetiche e il loro mutamento sono influenzate dall’ambiente. Una volta espresse, esse influenzano i pattern biochimici che guidano il normale sviluppo dell’occhio così come fanno per altri processi biologici. Questo spiega per esempio il normale processo di emmetropizzazione.

Le condizioni ambientali influenzano la crescita dell’occhio così come l’espressione di alcuni geni o la soppressione di altri. Esiste quindi una forte evidenza che l’alta prevalenza di miopia è il risultato di un adattamento a un cambiamento ambientale rapido associato alla crescita educativa e dell’urbanizzazione. Nelle ultime generazioni, le influenze ambientali sono cresciute in modo significativo. A rinforzo di quanto detto, uno studio dimostra che etnie diverse sottoposte allo stesso stress ambientale ed educativo, hanno portato a sviluppi di miopia simile.

I fattori ambientali relativi alla stimolazione ottica non dovrebbero però essere i soli a essere considerati. Anche quelli relativi all’ammontare del lavoro da vicino, alle attività all’aria aperta e all’illuminazione sono parte di quei fattori coinvolti nell’inizio del processo di miopizzazione.

Quali professionisti della visione, vogliamo essere sempre attivi in questo ambito, mantenendo viva l’attenzione su un tema che caratterizza la nostra pratica quotidiana.

Nuove linee guida basate su evidenze scientifiche riconosciute a livello mondiale ci aiutano a suggerire approcci specifici. Da più di dieci anni, ormai, utilizziamo le lenti ortocheratologiche (dette anche lenti notturne) per cercare di rallentare la progressione miopica agendo durante la notte. Allo stesso modo cerchiamo la miglior soluzione di occhiale possibile in funzione dell’età e del tipo di sforzo da vicino cui la persona è sottoposta durante la giornata.

Se sei interessato a questo tema, contattaci per un appuntamento: verificheremo le tue esigenze e , insieme al tuo Medico Oculista di fiducia, cercheremo la strategia più efficace.

2018-02-22T14:48:07+00:00